MUSEO CARLO LEVI
MUSEOCARLO LEVI
Museo Carlo Levi e della Questione Meridionale
Museo Carlo Levi
Il Museo Carlo Levi e della Questione Meridionale rappresenta un’unicità; uno spazio di documentazione e di approfondimento delle tematiche filosofiche, poetiche e opere d’arte sviluppate da Carlo Levi (Torino, 1902 – 1975) in oltre 73 anni di vita.

Opere Carlo Levi

Minigiochi

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Il Museo prospettato si configura non solo come contenitore culturale nel quale vengono esposti e contemplati oggetti (reperti) ma attivatore culturale, ovvero, museo narrante che fa del racconto emozionale dei temi legati alla Questione Meridionale nei suoi vari aspetti, il suo oggetto di visita e fruizione. Per questo, strategico è lo Sviluppo di contenuti IT, promozionali, divulgativi, proponendo una serie di contenuti didattici multimediali che mirano a valorizzare e promuovere l’allestimento e la fruizione del Museo Carlo Levi e della Questione Meridionale a partire dal patrimonio audiovisivo a disposizione, attraverso prodotti in realtà aumentata, profilati per la mappatura del pubblico, coinvolgenti e attrattivi per fruitori eterogenei. La realizzazione del catalogo presenta la varietà dell’offerta didattica del museo per le scuole e visitatori basata sulle tecniche narrative di corporate e storytelling.
Dal 2022 il Museo ha avviato un importante percorso di trasformazione digitale, con l’obiettivo di superare i limiti dell’esperienza analogica tradizionale e facilitare l’accesso ai contenuti tramite strumenti partecipativi e dinamici. Le nuove tecnologie permettono di ampliare le modalità di fruizione del patrimonio culturale, includendo pienamente anche le persone con disabilità. La digitalizzazione delle 17 opere selezionate mira a trasformare il patrimonio informativo in un vero e proprio capitale cognitivo a disposizione di tutti. Si tratta di un passo decisivo anche sul piano dei diritti sociali, poiché favorisce una fruizione universale del patrimonio artistico e un accesso al Museo più inclusivo, sia dal punto di vista sensoriale che cognitivo. In questa direzione, il Museo sta lavorando per superare le barriere architettoniche e cognitive attraverso l’uso di linguaggi digitali e tecnologie multimediali. L’impiego di QR code e strumenti interattivi consente infatti di creare un dialogo più diretto, coinvolgente e immediato con i visitatori. La missione che guida questo processo di rinnovamento è chiara: rendere il Museo un luogo sempre più accessibile e inclusivo. L’arte di Carlo Levi, artista e testimone del Sud, deve essere un patrimonio condiviso e fruibile da ogni cittadino.
Per i contenuti si fa riferimento all’ondata vivacissima di studi, dibattiti e ricerche, soprattutto (ma non solamente) nell’ambito dell’IMES e di MERIDIANA, che ha sfidato il concetto e l’immagine consolidati del Mezzogiorno: Una serie di studi puntuali aveva smontato man mano il meridionalismo “piagnone”, la fracasomania hircshmaniana, il miserabilismo, l’uniformità, l’immobilismo, la peculiarità e la straordinarietà del Sud. Ne emerge un quadro del Mezzogiorno diversificato, disarticolato in tante aree e sub-regioni, di diverse culture e strutture sociali e familiari, di razionalità proprie e “indigene” con particolare riferimento alle aree interne proprie della realtà che ospita il Museo.
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Attività Didattiche
Nell’attività didattica del museo si condensa lo sforzo di smontare i luoghi comuni; sono stati impiegati approcci differenti ed interdisciplinari tra la storia, l’antropologia, l’economia e la sociologia per far emergere un Sud a “pelle di leopardo”. Inoltre l’approfondimento della variegata produzione intellettuale e della personalità di Carlo Levi in quanto ebreo e antifascista consente di trattare temi importanti del 900 come la seconda guerra mondiale, la persecuzione razziale, in particolar modo trattare i vari aspetti attuali della Questione Meridionale producendo dibattiti e incontri sulle prospettive in un’area territoriale la cui vocazione è coerente con le linee di politica economica elaborate a livello continentale (SET Plan UE 2030) e globale.
Nell’attività didattica del museo si condensa lo sforzo di smontare i luoghi comuni; sono stati impiegati approcci differenti ed interdisciplinari tra la storia, l’antropologia, l’economia e la sociologia per far emergere un Sud a “pelle di leopardo”.
Inoltre l’approfondimento della variegata produzione intellettuale e della personalità di Carlo Levi in quanto ebreo e antifascista consente di trattare temi importanti del 900 come la seconda guerra mondiale, la persecuzione razziale, in particolar modo trattare i vari aspetti attuali della Questione Meridionale producendo dibattiti e incontri sulle prospettive in un’area territoriale la cui vocazione è coerente con le linee di politica economica elaborate a livello continentale (SET Plan UE 2030) e globale.
Volti, mito e natura
Il Museo Carlo Levi e della Questione Meridionale a Buccino ospita, in forma permanente, le opere pittoriche di Carlo Levi dal titolo “Il segno avvolgente di Carlo Levi: Volti, mito e natura”. Nelle opere, per lo più grandi pastelli e tecniche miste, databili dagli anni ‘50” agli anni ’60”, si può rileggere, alla luce di una viva tensione creativa e di un audace sperimentalismo tecnico, quasi l’intera produzione del pittore: ritratti, volti di contadini del sud, maternità, soggetti mitologici, (Narciso, Ulisse, Orfeo, Euridice); alberi morfologici e gli “amanti”, tema continuamente affiorante e rivisitato nella foga febbrile del colore-segno con il quale, avvicinandosi agli ultimi suoi anni, il vitalismo di Levi esplora e rinsalda l’inscindibile legame tra Eros e Thanatos.
Accanto a questo nucleo centrale sono esposte una serie di opere scelte di litografie, acqueforti e incisioni che mettono in luce un aspetto meno noto della sua produzione, ma estremamente importante dalla fine degli anni “50” allorchè Levi si dedicò con grande passione all’incisione con diverse edizioni – oggi introvabili – alla diffusione di alcuni suoi temi particolarmente cari, che divennero parte costitutiva della cultura visiva di allora. Nella sala didattica sono proposte, in formato digitale, una selezione delle opere pittoriche realizzate da Levi durante il confino e che rappresentano i personaggi e i luoghi del “Cristo si è fermato a Eboli”. D’altro canto, occorrerà inserire pienamente l’opera Carlo Levi in un rapporto fecondo con l’arte contemporanea, dialogando attivamente con le produzioni artistiche più recenti.
Servizi e tecnologie
Il progetto prevede l’implementazione museale con soluzioni d’avanguardia finalizzate all’abbattimento delle barriere architettoniche e cognitive, in cofinanziamento nell’ambito del PNRR, con esplicito riferimento al sostegno dell’Unione Europea e all’iniziativa Next Generation EU – “Sostegno ai settori culturali e creativi per l’innovazione e la transizione digitale”.
Soluzioni innovative per l’accessibilità e la fruizione culturale: Video-guide in Lingua Italiana dei Segni (LIS): un servizio dedicato alla comunità non udente per favorire la piena accessibilità ai contenuti museali; Percorsi espositivi bilingue (Italiano e Inglese): testi, didascalie e pannelli informativi realizzati in doppia lingua per un pubblico nazionale e internazionale;Pannelli interattivi accessibili: dispositivi digitali innovativi progettati per essere fruibili anche da persone con disabilità motorie o sensoriali, dove la tecnologia digitale incontra l’arte offrendo un’esperienza immersiva a 360 gradi; Audioguide dedicate ai bambini disponibili in lingua italiana e inglese, con contenuti adattati per stimolare la curiosità e la partecipazione dei più giovani; Fumetto Cartoon

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